Fabrizio Borelli

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“Vede, la mia testa è come un giardino selvatico.
Un giardino che non ha uno stile definito, riconoscibile, all’italiana, all’inglese. La mia testa è una specie di caos. Le idee si formano, si sviluppano, ne nasce una, poi un’altra, poi un’altra ancora. E poi vanno via, oppure restano lì. Non riesco a fermarle. Le idee si sfibrano, muoiono misere o crescono come virgulti coraggiosi e feroci. Ma senza ordine, senza forma, apparentemente senza costrutto. Vede, io non sono riconoscibile. Perché non riesco a fare sempre le stesse cose”